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« L'Europe se fera dans les crises et elle sera la somme des solutions apportées à ces crises »—Jean Monnet

Il Nuovo Senato rende la Costituzione più solida (post breve)

Poiché la Campagna elettorale sulla Referendum per la riforma Costituzionale si sta scaldando, e molti accusano la riforma di indebolire la resilienza democratica della Costituzione Italiana (specialmente in combinazione con la legge elettorale), è opportuno ricordare che – piuttosto – è vero il contrario: il nuovo Senato rende la Costituzione più solida.

Davvero, pensateci bene: il nuovo Senato rende più difficile scardinare l’ordine democratico, non il contrario; anche quando esso viene affiancato da una Camera eletta con l’Italicum.

Ragionando per assurdo: immaginiamo un politico in gamba ma dai sogni dirigisti, che abbia in mente di sfruttare il suo enorme consenso elettorale per costruire una “dittatura soft”.  Chiamiamo il nostro Caudillo  “Renzusconi”, per far contenti tutti. Renzusconi ha un incredibile potere: la sua retorica avvolgente e il suo charme fanno sì che Renzusconi sia davvero in grado di “ingannare tutti per poco tempo” (A.Lincoln) e raccogliere quindi una marea di voti a elezioni (ma in una singola tornata elettorale).
Con l’attuale sistema pre-riforma, Renzusconi avrebbe lo Stato alla sua mercé: potrebbe vincere a mani basse una singola campagna elettorale, e ottenere la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato. Di conseguenza, potrebbe cambiare la costituzione a piacimento (avendo vinto a mani basse, ha la maggioranza dei due terzi del parlamento e non ha bisogno di referendum). In una tale situazione, anche se il popolo italico rinsavisse un minuto dopo la chiusura della conta dei voti, i suoi destini democratici sarebbero segnati.
In altre parole, un bicameralismo perfetto senza una garanzia costituzionale ex-ante è fragile a tentazioni dirigiste, da qualsiasi parte esse provvengano.

Il nuovo Senato costituisce una solida garanzia contro situazioni di questo genere; un tale scenario  non sarebbe possibile con il nuovo Senato.

Infatti, il nuovo Senato non è composto in una singola campagna elettorale nazionale (dove il potere di “ingannare tutti per poco tempo” ha la mano vincente); piuttosto, è formato da una composizione di diverse campagne elettorali in un arco di tempo molto vasto; cattura cioé l’aspetto mutevole (nel tempo e nello spazio) dell’opinione pubblica. Renzusconi, e chi come lui ha il consenso del popolo in un determinato istante, non controlla affatto il nuovo Senato, che ha vita propria.

Ora, in un sistema di bicameralismo perfetto, tale sistema renderebbe il paese paralizzato; non ci sarebbe una maggioranza elettorale in grado di passare le riforme. Ma in un sistema come quello che esce dalla riforma Costituzionale, in cui la competenza del senato è ristretta alle materie costituzionali e poco più, il senato non interviene se non in materie essenziali. In altre parole, la Camera fa le leggi secondo la volontà della maggioranza che ha vinto le elezioni, mentre il Senato diventa un formidabile organo di garanzia costituzionale dove la maggioranza elettorale detiene poco o nessun potere.

Quindi altro che vulnus democratico: il nuovo Senato rende la democrazia italiana assai più robusta, ed è un requisito per avere una legge elettorale maggioritaria. In assenza di una seconda camera eletta con un principio elettorale differente, una legge elettorale maggioritaria che si applichi ad entrambe le camere rischia di consegnare troppo potere al vincitore delle elezioni. Tuttavia, se le camere hanno leggi elettorali differenti ma c’è il bicameralismo perfetto, il paese diviene ingovernabile. L’unica soluzione che garantisce sia la tenuta democratica del paese (chi vince le elezioni non può cambiare la Costituzione da solo) che l Governabilità (chi vince le elezioni può governare) è proprio il Senato di secondo livello.

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This entry was posted on September 19, 2016 by in Democracy, Constitutions, Institutions, Italy, Uncategorized.

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